Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Tv locali, Lombardia: attivazione immediata tavolo crisi su chiusura Telereporter. 70 dipendenti licenziati ricevuti in Regione: vigilare su fondi pubblici
Attivazione immediata di un Tavolo di crisi con l’Assessore regionale al Lavoro, Gianni Rossoni, e allo stesso tempo una forte azione su Ministero e Corecom per evitare che vengano utilizzati fondi pubblici senza che vi sia un impegno da parte delle aziende a mantenere in vita l’attività produttiva ed editoriale e dunque a garantire anche l’occupazione.
E’ la decisione presa oggi al termine di un incontro in Consiglio regionale lombardo tra una delegazione di lavoratori di Telereporter, emittente del Gruppo Profit che ha annunciato la cessazione dell’attività e il conseguente licenziamento entro la fine di questo mese di 70 tra giornalisti e tecnici, e il Presidente Fabrizio Cecchetti e la Vicepresidente Sara Valmaggi, presenti per le forze politiche Davide Boni e Cesare Bossetti per la Lega Nord, Nicole Minetti del PdL, Fabio Pizzul del Partito Democratico ed Enrico Marcora dell’Udc. Nel corso dell’incontro, i lavoratori hanno espresso la loro preoccupazione e denunciato che diversamente da quanto annunciato l’editore prima dell’estate, Telereporter “sceglie deliberatamente, dopo avere incassato i soldi della rottamazione delle frequenze, valutabili in 22 milioni di euro, di cessare ogni attività produttiva e giornalistica”. “Operazione - hanno sottolineano - grave, che va contrastata perché consente di mantenere il marchio legato alla testata giornalistica ma svuotarla dei suoi dipendenti”. (TMNews)
 
 
25/09/2012 18:53
 

Tv locali. A chi conviene fallire?

Forse andrò un po' OT, ma il mondo televisivo fa comunque parte di un più vasto sistema imprenditoriale che ha vissuto e vive drammi come quello della storica emittente lombarda. La domanda che mi sono posto leggendo la notizia è se conviene ancora in italia fare l'imprenditore. Un impresa, lo dice la parola stessa, è una cosa difficile. Una persona che ha grandi qualità può avviare un'impresa che produca ricchezza e occupazione per sé, per chi vi partecipa come dipendente, collaboratore, fornitore o investitore, e per la società che si arricchisce di un servizio a pagamento o addirittura gratuito come nel caso delle emittenti private. Lo Stato dovrebbe fare ponti d'oro a queste persone, ovvero a quelli che ci riescono, e favorire l'uscita dal settore di chi ha invece fallito l'impresa (lasciando così spazio ad altri più capaci o fortunati). In un mondo economico sano, fatto da tante piccole imprese, è normale che alcuni falliscano mentre altri cominciano la loro impresa. I licenziati da una parte, se validi, sono riassorbiti dalle nuove imprese interessate alle loro capacità e alla loro esperienza. Lo Stato non dovrebbe porre vincoli alle imprese, se non di eccessiva crescita e monopolio, poichè dove tante piccole imprese fossero sostituite da un'unico grande monopolista ci troveremmo nelle condizioni che possiamo riscontrare ad esempio nella FIAT:
- Ubi maior minor cessat: un monopolista troppo ingrassato può fare di più spendendo meno e sottraendo quindi mercato alle altre imprese in un circolo vizioso che porterà gli altri al fallimento e lui a gestire sempre più tutto il settore. - Quando va bene guadagna tantissimo il padrone, quando va male pagano i dipendenti. - L'impresa non può fallire: se fallisce non c'è un altro soggetto preparato a prenderne il posto e allora lo Stato è obbligato a sovvenzionare e tutelare l'azienda di punta, l'unica, anche a costo di sacrificare la speranza dei pochi concorrenti rimasti attraverso favori e condizioni esclusive. - I dipendenti non hanno alternative e devono adattarsi alle esigenze di produzione. Potrei continuare ancora a lungo, ma il succo è che per avere un mercato sano servono poche regole, stabili e precise, che vadano a proteggere l'equità dei guadagni per evitare che pochi guadagnino moltissimo mentre altri fanno sacrifici. Negli ultimi anni però io vedo sempre più leggi e leggine per regolamentare qualunque cosa e deroghe concesse a pochi soggetti cresciuti a dismisura. Regole mai chiare, in continuo cambiamento, contributi promessi con una mano e ritirati con l'altra direttamente dalle tasche di chi lavora. Il tutto aggravato da una magistratura che ha perso ogni rotta. All'imprenditore, o meglio alle imprese visto che i veri imprenditori sono fuggiti all'estero affidando le proprie imprese a banche, fondi d'investimento, azionisti, ecc.., conviene fallire, poiché se prima si faticava nella speranza di poter uscire dal baratro (vedi Telereporter) oggi si sa che non c'è più speranza e fallire è un'occasione da cogliere al volo. Chissà se anche l'Italia intera alla fine riconoscerà questa come unica via di uscita dallo sfacelo.
—

Bruno

NOTIZIE CORRELATE
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi in data odierna, 24/03/2017, ha approvato, in esame preliminare, il nuovo Regolamento ai sensi della Legge 28/12/2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) per la disciplina relativa ai contributi pubblici a sostegno delle emittenti televisive e radiofoniche locali.
Il Ministero dello Sviluppo Economico sta inviando  ai titolari delle autorizzazioni per la fornitura di servizi di media audiovisivi per la diffusione in tecnica digitale su frequenze televisive terrestri in ambito nazionale e locale un avviso con il quale ricorda che sono in scadenza le autorizzazioni rilasciate dal Ministero nel 2005 (ovviamente l’invio è progressivo e quindi riguarderà poi quelle rilasciate negli anni successivi).
Il lento convoglio delle misure di sostegno alle emittenti TV locali per il 2015 ha superato un’altra stazione. Lo fa sapere a questo periodico Confindustria Radio Televisioni, spiegandoci che “l’INPGI ha comunicato di aver inviato al Mise venerdì u.s. una prima tranche delle certificazioni di regolarità contributiva relative ai giornalisti in forza alle aziende. L’ente ha informato che una ulteriore tranche sarà trasmessa al Mise presumibilmente nella settimana corrente”.
Continua la pubblicazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico degli aggiornamenti alle graduatorie regionali relative ai fornitori di servizi di media audiovisivi, per il servizio televisivo digitale terrestre, oggetto dal Bando del 02/05/2016.
I ritardi nell’erogazione delle misure di sostegno per le TV locali si accumulano come quelli di convogli nell’eventualità di un guasto ferroviario.