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Tv locali. Piemonte: crisi nera anche per Telecity (7Gold). A rischio 70 dipendenti

Stretta nelle morse della crisi (ma anche da gravissime scelte errate compiute, quantomeno negli ultimi dieci anni, dall'intero comparto) che non risparmia quasi nessuna tv locale, anche la storica emittente interregionale Telecity (legata a 7 Gold), anzi l'intero gruppo piemontese che la riguarda (e che ha grandi interessi anche in Lombardia e Liguria), pensa ad un licenziamento collettivo, che in questo caso riguarda 60/70 dipendenti.
Ne dà notizia il quotidiano telematico edito da Radio Gold che rilancia quella che sarebbe la prospettiva anticipata dall’editore di Telecity, Telestar e Radiocity ai sindacati e che sarà formalizzata la prossima settimana. "Da anni le emittenti stanno vivendo una situazione critica, tenuta a galla dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Tra le sedi coinvolte anche quelle di Alessandria e Castelletto d’Orba", spiega l'articolo, "Slc-Cgil, la Rsu, l’Associazione Ligure dei Giornalisti e Stampa Subalpina hanno contestato la decisione dal momento che l’azienda avrebbe ancora lo spazio per poter proseguire con gli ammortizzatori sociali. Inoltre le organizzazioni sindacali hanno chiesto chiarezza sul piano industriale futuro e sulla gestione dell’azienda stessa. Le preoccupazioni del sindacato riguardano anche la tempistica dal momento che, per stessa ammissione della società, una misura così traumatica garantirebbe solo 6 mesi di sopravvivenza legati all’impegno temporaneo della concessionaria di pubblicità nella trasmissione Diretta Stadio su 7Gold. Le parti sociali hanno chiesto che, anche nell’ipotizzato caso di cambio dell’appalto, il committente 7Gold si faccia garante della continuità occupazionale". “Dopo anni di sacrifici dei dipendenti, che dal 2012 sopportano gli ammortizzatori sociali in percentuale elevata le misure prospettate dall’azienda sono inaccettabili” ha detto Marco Sali, Slc Cgil. Per questo è stata annunciata la mobilitazione dei dipendenti e tutte le iniziative finalizzate alla tutela dell’attuale livello occupazionale e al potenziamento del prodotto editoriale “la cui inadeguatezza è sempre stata evidenziata in ogni sede di trattativa negli ultimi cinque anni.” (E.G. per NL)
14/01/2017 13:41
 
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