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Tv, Molise: Di Giacomo (PdL), digitale e' fallimento. Mezza regione non riceve segnale
In Molise il passaggio dal sistema televisivo analogico al digitale terrestre e' un ''colossale fallimento''. La 'bocciatura' arriva dal senatore Ulisse Di Giacomo (PdL) che punta il dito sul governo Monti.
''Dopo lo switch off - afferma Di Giacomo - l'intera fascia costiera molisana, circa meta' della popolazione del Molise, non ha piu' la possibilita' di ricevere il segnale delle principali emittenti regionali''. (ANSA)
26/08/2012 12:04
 

Digitale terrestre: cronaca di un fallimento

In molti si lamentano del digitale terrestre: un problema dietro l'altro e continui rimescolamenti di norme, canali, decoder... A fallire però non è stata la tecnologia ma chi ha avuto la responsabilità di pianificare la sua realizzazione pratica in italia. Analizzando punto per punto, a partire dalle maggiori lamentele che sento in giro...
1) Copertura del segnale scarsa e solo alcuni mux disponibili. Premetto che a parer mio c'è stata anche fretta di partire con un lunghissimo switch over, quando non si era ancora pronti, togliendoci la possibilità di partire già in formato mpeg4 per favorire un operatore pay che aveva fretta di sfruttare un considerevole vantaggio... Il pasticcio è stato convertire 1 canale analogico in una frequenza che poteva contenerne 6 SD o due/tre HD. Si sa che facendo trasmetterelo stesso numero di programmi analogici sarebbe avanzato un sacco di spazio, ma qualcuno aveva (ed ha) fame di frequenze per fare concorrenza a sky e quindi si è esagerato occupando tutta la banda e anche di più, costringendo all'SFN e a investimenti mostruosi (per coprire zone difficili e poco redditizie anche la rai aspetta parecchio tempo). Si doveva invece imporre un tetto massimo di 5 canali tv editati e due frequenze (MUX) per editore. Avremmo avuto meno canali ma più qualità, Ci risparmiavamo bandi, occupazioni abusive o autorizzate dal TAR, SFN obbligatoria, sovrapposizioni di frequenze locali e se avanzava spazio si faceva un'asta seria per avere concorrenza seria.
2) Qualità video: chi possiede più di un mux dovrebbe avere l'obbligo di trasmettere almeno un canale HD suo o di altro operatore.
3) L'interattività è stata un flop: serviva a dare gli incentivi solo ad alcuni ricevitori predisposti per una particolare pay tv e anche l'europa ci ha bacchettato per questo. Troppa carne al fuoco. Si doveva fare bene una cosa senza promettere mari e monti. Sul telecomando ho 4 tasti colorati inutili, era difficile fare in modo che se vado su rai 1 e schaccio il verde mi vedo rai 1 + 1 ora e se schiaccio il blu mi vedo Rai1 hd? Invece ora occupano tre numeri lcn per la stessa programmazione.
4) Lcn pessima: si è voluta congelare la situazione precedente su un sistema che prometteva di rivoluzionare tutto. Bastava assegnare un numero identificativo ad ogni emittente (come si fa coi libri) e poi costruire decoder in grado di recepire facilmente una lista LCN, magari offerta dalle stesse emittenti tramite l'interattività. Una lista base precaricata, ma con la possibilità di personalizzarla o adottarne di alternative con pochi clik. Invece ora abbiamo un caos totale e ricorsi e numeri che non bastano, e tv che non riescono a disattivare l'LCN.
5) EPG? Chi era costui? Forse si è voluto fare un favore alla nota rivista che si è occupata di fornirne una pessima versione in MHP quando era tanto semplice trasmetterlo direttamente assieme ai programmi tv con la funzione apposita (non solo il programma attuale e successivo ma tutta la settimana). Insomma a furia di voler favorire questo o questo si è fatto un pasticcio che ora nessuno vuole sbrogliare. E allora a fallire non è la tecnologia ma siamo noi italiani che la usiamo sempre in modo molto personale e diverso dal resto del mondo 

Bruno

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