Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
TV. Montrone (Telenorba): Berlusconi ha ucciso le locali per favorire Mediaset. Monti le riaccenda senza aspettare oltre
«Prima di andar via, il governo Berlusconi ha avvelenato i pozzi, sferrando l'ultimo colpo mortale all'emittenza locale per tutelare la sua azienda: Mediaset».
E' quanto ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente dell'associazione di emittenti locali ALPI (ente che associa emittenti del gruppo pugliese Tele Norba) Luca Montrone. L'impreditore barese, in particolare ha accusato il governo Berlusconi di aver perpretato una «dissennata politica frutto del conflitto di interesse», resa «lampante dall'analisi dei bilanci relativi al 2009 di 358 emittenti locali italiane». «Da questo studio emerge - ha spiegato alla stampa - quanto segue: i ricavi sono stati 448 milioni, mentre i costi di produzione sono stati 655 milioni con un saldo negativo di gestione pari a 217 milioni equivalente al 50% dei ricavi pubblicitari. È facile immaginare l'effetto negativo che si registrerà a fronte dei tagli operati sul fondo per l'emittenza, effettuati per giunta a bilanci 2010 già approvati». «Chiediamo - ha continuato il presidente dell'associazione - al nuovo ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, e al presidente del Consiglio, sen. Mario Monti, di porre rimedio a questa mortificante e sconcia politica dettata soltanto dal conflitto di interesse». «L'ultimo governo - ha chiosato Montrone - ha attuato miserabili azioni finalizzate allo spegnimento delle tv locali per favorire Mediaset, ignorando il danno provocato così alle piccole e medie imprese, private di mezzi di comunicazione locali sufficientemente forti per promuovere i propri prodotti, in un momento in cui sarebbe necessaria una spinta al consumo per rilanciare il sistema produttivo delle Pmi che rappresentano il 70,8% del Pil nazionale. Un beneficio, quello apportato dalle tv locali alle economie regionali, certificato da numerose tesi di laurea». Montrone ha poi spiegato quali a suo avviso sono state le azioni del governo Berlusconi che hanno particolarmente danneggiato le tv locali: «Il governo Berlusconi - ha affermato - ha nell'ordine: espropriato, senza prevedere adeguati risarcimenti, ben 9 frequenze alle tv locali mettendole all'asta e vendendole ai gestori dei telefonini, registrando un introito di 4 miliardi; ha assegnato gratuitamente a Rai e Mediaset ben 6 canali di qualità per un valore sul mercato di 3 miliardi; ha lasciato alle tv locali solo frequenze disturbate, violando la legge che prevedeva l'assegnazione di un terzo delle 27 frequenze di qualità» (ossia non soggette a interferenze di segnali esteri) all'emittenza locale assegnandole tutte alle reti nazionali; ha, infine, tagliato il fondo riservato alle tv locali, già sottostimato rispetto a quanto previsto dalla legge 422 del 1993, legge in vigore che il governo Berlusconi si è guardato bene dal rispettare e attuare”. Montrone ha in conclusione richiamato l'attenzione la situazione “di una Rai che pesa per un miliardo e 700 milioni sulle spalle dei cittadini che pagano il canone semplicemente per impedire alle reti del servizio pubblico di aumentare la raccolta pubblicitaria lasciando il mercato della pubblicità solo in mano a Mediaset”. (M.L. per NL)
 
21/11/2011 14:43
 
NOTIZIE CORRELATE
"E’ arrivato il momento per un provvedimento legislativo che invece di abbandonare le aziende alla loro sorte sostenga quegli imprenditori che dimostrano di crederci”.
Nonostante la crisi, le radio e le televisioni sono ancora appetibili per gli investitori. La conclusione emerge dallo Studio economico televisivo privato (dati 2012) della Confindustria, che, a seguito della successione nei lavori della FRT (Federazione Radio Televisioni), è giunto alla 20^ edizione.
Giacomelli: "Un sostegno a un settore in difficoltà, ma i criteri dei finanziamenti cambieranno per premiare i veri editori".
"La nostra associazione ha potuto verificare direttamente il grado di “maturazione” di titolari e operatori di televisioni e radio di fronte al processo catastrofico in atto da anni contro l'emittenza locale, inviando l'invito a difendere le loro imprese piccole o grandi che siano, partecipando a Roma ad una manifestazione davanti agli uffici dell'Agcom e del ministero".
Raffica di sanzioni ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale dall'Agcom per asserito mancato rispetto dell’obbligo di trasmettere programmi autoprodotti per almeno il 50% dell’orario di programmazione giornaliero compreso dalle 7 alle 21, ovvero per mancata osservanza dell'obbligo di segnalazione preventiva di contenuti commerciali mediante mezzi ottici, acustici o spaziali o ancora per mancata veicolazione del marchio/palinsesto o per sforamento del tetto pubblicitario.