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Tv. Olimpiadi: Discovery potrebbe cedere i diritti di trasmissione

Dopo l’acquisizione a giugno dei diritti televisivi europei (esclusa la Russia) per la trasmissione dei giochi olimpici dal 2018 al 2024, Discovery starebbe cercando di girare in sublicenza l’esclusiva ad altre reti.
Grazie ad un investimento di 1,3 miliardi di euro, la compagnia statunitense si è aggiudicata i giochi invernali del 2018 a Pyeongchang (Corea del Sud), quelli del 2022 a Pechino e quelli estivi di Tokyo 2020 e del 2024 (ancora da assegnare). Per Discovery vi sono due possibili alternative: può decidere di trasmettere gli eventi sui propri canali in chiaro, ad esempio su Dmax, Real Time o Nove, ma in questo caso anche un’ingente raccolta pubblicitaria difficilmente riuscirebbe a coprire la spesa di oltre un miliardo. Oppure, pur mantenendo i diritti pay per view (in Italia i due canali Eurosport sono visibili su Sky e Mediaset Premium), potrebbe vendere l’esclusiva, come già successo con accordi negli ultimi mesi con Bbc nel Regno Unito, Ssr in Svizzera, Nos in Olanda e Rte in Irlanda, alla Rai. Per legge le Olimpiadi estive devono essere trasmesse free-to-air per 200 ore, mentre quelle invernali per 100 ore. La televisione pubblica italiana nel 2008 (Pechino), a fronte di un investimento di 87 milioni, riuscì a recuperare soltanto 25 milioni di euro dalla pubblicità, mentre per Atene 2004 il rosso sfiorò i 48 milioni. Sky, dopo i giochi di Sochi 2014, ha scelto di non partecipare più alle aste per i giochi olimpici poiché considera il business poco redditizio. In viale Mazzini si sta valutando l’offerta da presentare considerando anche che, a causa del fuso orario asiatico (Giappone, Corea del Sud, Cina), così come accadde in occasione dei Mondiali di Calcio del 2002, la visibilità e la possibilità di vendere spazi pubblicitari in Italia saranno ancor meno vantaggiosi. (M.R. per NL)
05/01/2017 09:55
 
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