Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Tv. Sky contro Auditel: sistema inadeguato. Richieste trasparenza, efficienza e non discriminazione
Basato su un’impostazione “antiquata”, Auditel è ormai un sistema “inadeguato rispetto alle reali esigenze del mercato”. E’ quanto si legge in una nota diramata ieri l'altro da Sky Italia dopo il ritardo nella diffusione dei dati di ascolto relativi alla giornata di giovedì 8.
Sky Italia ”prende atto con rammarico che oggi (9 dicembre, ndr), per la terza volta nelle ultime sei settimane, Auditel non è in grado di rilasciare i dati di ascolto relativi alla giornata di giovedì nell’orario abituale, facendo registrare ritardi di diverse ore motivati da problematiche di carattere tecnico”. Auditel, continua la nota, “è una società privata, che effettua un servizio in regime di monopolio (…)” e le cui rilevazioni ''determinano il successo o l'insuccesso” delle produzioni televisive. Infatti, sui “dati prodotti quotidianamente da Auditel si basa la valutazione della performance dell'intero mercato televisivo, una valutazione che impatta direttamente sui ricavi del settore, un settore cruciale per la crescita economica del Paese ma anche per tutto il 'Sistema Italia' in considerazione del ruolo fondamentale di traino che svolge la pubblicità per le imprese che hanno un prodotto da far conoscere ai consumatori italiani”. Tale contesto, secondo Sky, richiede che l’attività di rilevazione svolta da Auditel sia non solo “efficiente e in linea con i migliori benchmark internazionali”, ma che si basi anche su “criteri di massima trasparenza e non discriminazione”. Ad essere messa sotto accusa dalla tv satellitare è la carenza di efficienza tecnica dovuta all’anzianità di un sistema che poggia ancora sullo stesso “modello creato quando la società nacque oltre 27 anni fa”. Un’impostazione “evidentemente antiquata” a seguito della nascita e dell’affermazione “della televisione digitale, multicanale, tematica, criptata e free” e del “moltiplicarsi di nuovi sistemi distributivi e di fruizione televisiva (dalla televisione in mobilità, ai servizi via cavo, fibra, alle offerte OTT-Over the top)”. A riprova della critica mossa, Sky tira in ballo la rilevazione della giornata di giovedì, che vede nel palinsesto dell’emittente programmi di punta come X Factor e Servizio pubblico di Michele Santoro, quest’ultimo diffuso, in maniera innovativa, contemporaneamente sul satellite, sul web, sulle pay tv e sulle tv locali. Da qui, dunque, l’appello della tv di Murdoch, affinché “tutti gli operatori televisivi, assieme ai rappresentanti degli inserzionisti pubblicitari e degli acquirenti di spazi media si incontrino per confrontarsi costruttivamente su come adeguare il sistema di rilevazione degli ascolti televisivi alle esigenze reali del mercato, in un’ottica di trasparenza, efficienza e non discriminazione”. (D.A. per NL)
 
 
11/12/2011 08:22
 
NOTIZIE CORRELATE
La scelta del governo Monti sulle frequenze tv e' "un importante passo avanti" che getta le basi "per favorire e accelerare un'evoluzione piu' aperta e pluralista del mercato televisivo".
E’ da novembre che chiedo chiarimenti e non ho ancora risposte. Dopo tanti sassolini, e’ arrivata l’ora di tirare una grossa pietra per modificare il ventennale sistema di rilevazione dei dati di ascolto. Bisogna cambiare le regole, cosi’ non si va avanti”.
Mentre Mediaset arranca e la Rai è in preda alle solite polemiche politiche, Sky fa registrare risultati positivi e pensa al futuro con moderata fiducia.
La lettura dei dati di ascolto e share rilasciati da Auditel per gennaio 2012 non riserva grandi sorprese. Anzi, quasi un ritorno al passato, visto che le due reti generaliste per eccellenza del duopolio Rai-Mediaset, Rai Uno e Canale 5, guadagnano rispettivamente un + 0,55% e +1,37% di share rispetto a dicembre.
Trimestre record per la News Corporation, che ha visto crescere l'utile del 65%, grazie ai maggiori guadagni registrati dalla televisione via cavo e dalla produzione cinematografica e televisiva.