Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Tv. USA: giovani abbandonano la televisione, perdono valore gli spot
La televisione non è più il passatempo preferito dei giovani americani, che preferiscono utilizzare nelle ore libere computer, smartphone e tablet.
Il fenomeno, destinato a replicarsi presto anche nel resto del mondo, ha forti ripercussioni per l'industria della pubblicità: perdono valore gli spot televisivi, mentre sono sempre più preziosi quelli su internet. La televisione, considerando tutte le fasce di età, resta lo svago più diffuso tra gli americani con una media di quattro ore e 39 minuti al giorno. Il discorso è diverso per i giovani tra 12 e 34 anni, che utilizzano sempre di più computer e dispositivi mobili non solo per collegarsi a YouTube e social network, ma anche per vedere serie televisive e film senza dipendere dal palinsesto televisivo. I ragazzi tra 25 e 34 anni, per esempio, dal 2010 al 2011 hanno ridotto di 9 minuti il tempo speso ogni giorno davanti al teleschermo. Controcorrente gli anziani oltre i 65 anni che, secondo le ricerche della società specializzata Nielsen, passano sempre più tempo incollati alla televisione. Ma questa, come spiega il New York Times, è probabilmente una conseguenza della crisi economica, che ha costretto molti americani a rinunciare ad altre attività più dispendiose. (TM News)
10/02/2012 07:52
 
NOTIZIE CORRELATE
In Germania scoppia la bufera tra politica e imprenditori del settore pubblicitario: per quanto i numeri siano ottimi, se si pensa che nel 2016 vennero investiti fino a 45 miliardi di euro in pubblicità, guardati con maggiore attenzione, i risultati pervenuti dalle analisi dello scorso anno, secondo Andreas Schubert, presidente della Zentralverband der deutschen Werbewirtschaft (Zaw, cioè l’associazione centrale dell’economia pubblicitaria tedesca), essi potrebbero essere ancora più prominenti e a favore di un’economia in crescita, ma ad oggi non è ancora così.
In un articolo del 15 marzo, pubblicato sul blog ufficiale di Viacom (Visual & Audio Communications - conglomerato di media statunitense con vari interessi in tutto il mondo nei canali televisivi satellitari e via cavo), si legge: “Insieme a Fox Networks Group e Turner siamo lieti di annunciare la nascita di OpenAP, la piattaforma avanzata di rilevazione audience nel settore televisivo”.
Pubblicità attraverso gli influencer: chi, tra i volti più noti al pubblico (non necessariamente per mezzi diversi da quelli online), si scatta una foto (il cosiddetto selfie) o si fa fotografare con un prodotto o un marchio ben visibile fa pubblicità a questo, utilizzando la propria immagine che per via della sua fama, produce un istintivo rapporto di fiducia per i suoi fan, fungendo da cassa di risonanza per il prodotto o brand in questione.
L’ossessione di chi fa marketing nell’era 2.0 è il customer journey: le aziende osservano il comportamento degli utenti per individuare i momenti migliori in cui intercettare la loro attenzione e presentare il proprio messaggio.
Cresce il settore delle telecomunicazioni, guidato dai cosiddetti millenials: questo lo scenario delineato dalla ricerca firmata Unioncamere sulle imprese start-up dello scorso anno. Dai dati trasmessi, al 31 dicembre 2016 risultano registrate 2181 imprese di telecomunicazioni (e di servizi di accesso Internet) con un numero di nuove iscrizioni pari a 236; su 100 aziende del settore, il 52,4% vede come leader un under 35.