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Appena sentita l’espressione mi è venuto in mente il primo esame all’università: etnologia. Poi ho capito che la frase nativi digitali non si riferiva ad un popolo in via d’estinzione, che magari facesse uso solo delle dita per la comunicazione con il mondo esterno.
 
Il primo quotidiano a parlarne è stato il Wall Street Journal, come del resto accade spesso in questi casi.
 
Nonostante gli appassionati non manchino e ormai sia un apparecchio di uso comune anche nelle località più remote del pianeta, la diffusione del telefonino cellulare, nel corso del 2009, ha subito una battuta d’arresto.
 
In Occidente la notizia potrebbe benissimo passare inosservata. Quando si pensa alle donne e all'islam, infatti, e soprattutto alla sua incarnazione  politica più forte e restrittiva, ossia l'Arabia Saudita, agli occidentali vengono in mente i veli e gli abiti neri.
 
Il concetto è semplice ma, a suo modo, innovativo. Offrire servizi gratuiti in cambio dell'ascolto di spot pubblicitari sul telefono cellulare.
 
L’associazione Unbreakfast è stata fondata da un gruppo di dirigenti che, nonostante fossero stati licenziati, fingevano con la famiglia di recarsi al lavoro per non destare preoccupazioni.
 
La Commissione europea ha approvato, in base alle norme europee in materia di aiuti di Stato, il finanziamento di una rete per colmare il divario digitale nella regione Lombardia.
 
All’ultima tavola rotonda di Berna sull’estensione della rete in fibra ottica, si fa strada l’idea che debba essere il gestore di rete a pagare i costi di installazione e non il proprietario dell’immobile.
 
E’ finalmente realtà il dispositivo hi-tech più atteso, desiderato ed invidiato del 2010. Solo due giorni fa, il 27 gennaio 2010, allo Yerba Buena di San Francisco, Steve Jobs, presentava orgoglioso la nuova creatura di Apple: l’iPad.
 
Il WFP (World Food Programme, Programma Alimentare Mondiale) ha lanciato, ad Haiti, una operazione di emergenza per fornire assistenza alimentare a 2 milioni di persone.