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Viaggio nelle Micro Web Tv. La Città delle Idee, quando i pensieri dei cittadini hanno la maiuscola
Pierino Esposti parla di Idee. Una parola che preferisce scrivere con la maiuscola. E non solo per attribuirle l’importanza che, di fatto, merita. Anche per ricordare che tutto ciò che si cela nella nostra mente è alla base delle grandi innovazioni umane.
Così sceglie di battezzare la propria web tv come La Città delle Idee, un paese che raccoglie pensieri e tenta di riformularli per informare i propri cittadini, nella speranza che gli stessi possano discutere su quanto è stato raccontato loro. Al suo fianco si trova Stefania Pellegrini, giornalista e giurista, che offre un contributo del tutto volontario ad un progetto che necessita di competenze per essere instradato su un canale – internet – dove è difficile “fare la differenza”. Il connubio funziona, la passione aumenta. E nel cassetto di entrambi rimane un piccolo grande sogno: trasmettere i propri servizi con il supporto di un fornitore di contenuti locali. Di seguito informazioni e storia della web tv di San Giuliano Milanese, con i contributi del fondatore Pierino Esposti (www.cittadelleidee.net) e della prima collaboratrice Stefania Pellegrini (www.stefaniapellegrini.info).
 
Quando e perché nasce La Città delle Idee? Qual è la mission de La Città delle Idee?
 
Pierino Esposti – La micro web tv “La Città delle Idee” nasce ufficialmente il 16 novembre 2007, giorno in cui fu trasmesso il primo servizio. L’occasione proveniva dalla memoria di un cittadino che, a mesi di distanza, si ricordò di una mia intervista video trasmessa dal TG3 Lombardia nella quale dirigevo, in abito rinascimentale, la rievocazione storica de “Ritornano i Giganti”. Inizialmente lo scopo della web tv era quello di dare voce ai cittadini di San Giuliano Milanese e produrre informazione locale. Nel corso degli anni il territorio di interesse della web tv si è ampliato anche ai comuni limitrofi.
 
Stefania Pellegrini – Io sono subentrata in un momento successivo e ho cercato di dare alla televisione un tocco di vivacità in più. Sono da molti anni giornalista sul territorio a sud di Milano e ho quindi proposto a Pierino di ampliare il raggio di informazione ad un territorio più vasto rispetto a quello originario di San Giuliano Milanese, anche utilizzando i miei contatti giornalistici. Abbiamo così incominciato a fare percorsi politici, intervistando sindaci, maggioranze e opposizioni, ma anche percorsi storici, scoprendo le bellezze del territorio. Abbiamo anche aumentato l’informazione su ciò che accade nel sud di Milano, senza trascurare momenti di svago costituiti da spettacoli teatrali o altri eventi. Ora, in realtà, non ci poniamo più limiti: prendiamo quello che viene, ovviamente considerando prima di tutto i costi necessari a realizzare ogni servizio.
 
Come si articola il palinsesto de La Città delle Idee? Con quale periodicità aggiornate i contenuti?
 
P.E. – Il palinsesto è diviso in categorie per facilitare la ricerca degli argomenti preferiti. Si spazia dall’informazione leggera a quella più impegnata. La periodicità della messa in onda è giornaliera. Attualmente sono disponibili 411 servizi video, che rimarranno disponibili per due anni. Possediamo anche un archivio su DVD di tutti i video prodotti.
 
S.P. – In realtà abbiamo molti e diversi contenuti: teatro, attualità e politica, musica, curiosità, sport, ma anche rubriche leggere come “Noi donne” (su bellezza e consigli di trucco), e quelle più impegnate come la mia, “Diritti, doveri, giustizia”, aperta da sole due settimane (essendo giurista, oltre che giornalista, questa rubrica mi permette applicare quotidianamente le mie conoscenze). Non mancano poi video più divertenti quali i miei “fuori onda”, ossia le papere delle mie interviste.
 
Perché scegliere il mezzo di internet per diffondere i contenuti de La Città delle Idee? I vostri contenuti sono trasmessi anche su canali satellitari o digitali terrestri? In caso contrario, avete mai pensato di proporvi agli operatori di rete locali come fornitori di contenuti?
 
P.E. – Da anni gestisco il sito internet dell’Associazione Culturale Zivido, di cui sono fondatore e presidente. Il sito contiene oltre 6mila pagine e al momento ha totalizzato 1.127.133 visitatori. Avendo anche familiarità con la produzione di video familiari, elaborazione e montaggio, il passaggio dal sito alla web tv è stato naturale. Internet poi permette un costo di gestione accessibile per un privato cittadino come sono io e una visibilità praticamente illimitata. Al momento, i nostri video non sono trasmessi su canali satellitari o digitali terrestri. Sarebbe un sogno poter essere fornitori di contenuti per altri operatori di rete. Non mettiamo limiti alla provvidenza.
 
S.P. – Io su internet (a parte il caso del mio blog personale) ci sono capitata per caso. Ma dopo aver iniziato la collaborazione con Pierino, mi sono resa conto di quanto mi piacesse (e in fondo, mi appartenesse) questa realtà. Così, quello della web tv è diventato un impegno vero e proprio. Come già detto, sono prima di tutto giornalista per la carta stampata e facendo questo lavoro da molto tempo avevo già acquisito parecchia esperienza e contatti. Ammetto che sarebbe entusiasmante poter approdare ai canali satellitari o del digitale terrestre. E così, magari, sarebbe possibile uscire dal territorio a sud di Milano.
 
Come descrivereste il web-spettatore de La Città delle Idee? E’ possibile circoscrivere il vostro target?
 
P.E. – Si tratta di uno spettatore giovane se consideriamo la costante crescita di accessi provenienti da Facebook, ma anche più adulto ed attento ai temi sociali/politici locali. Recentemente abbiamo notato la presenza sempre più significativa di un pubblico femminile dopo l’introduzione della Categoria “Noi Donne”. Lo spettro risulta quindi discretamente ampio e questo ci sprona a raccogliere nuove esperienze.
 
S.P. – Dato che gli argomenti trattati sono diversi, credo che ci seguano sia ragazzi, sia anziani. O forse è solo quanto noi supponiamo. Considerando però la gente che mi ferma per strada, mi riconosce e mi chiede della web tv, credo sia proprio così. Come definirei il nostro web spettatore? Sicuramente intelligente, curioso e semplice.
 
Se il citizen journalism è oggi un fondamentale contributo degli utenti alla pubblicazione di prodotti audio e video online, lo favorite in qualche modo?
 
P.E. – Certamente sì. Almeno nel nostro piccolo, ovviamente. Regola ferrea della nostra web tv è che le Idee (scritto di proposito con la maiuscola), qualunque esse siano, hanno il diritto di circolare liberamente. Buona parte dei nostri video hanno un taglio prettamente giornalistico.
 
S.P. – La nostra web tv è nata proprio per questo fine. L’obiettivo è quello di fornire informazioni, notizie e approfondimenti dal territorio del sud Milano. Quello territoriale ovviamente è un limite che abbiamo per i costi e i mezzi a disposizione. La nostra redazione è lo studio a casa di Pierino: abbiamo a disposizione solo due telecamere e tre computer, e siamo prevalentemente io e Pierino a mandare avanti tutto, con il supporto tecnico di suo figlio. Ciò che di certo non ci manca sono le idee, la voglia di fare, la passione e l’entusiasmo.
 
Di quante e quali figure professionali necessita La Città delle Idee per realizzare e trasmettere i propri contenuti? Ci sono anche volontari che collaborano con La Città delle Idee?
 
P.E. – La redazione attuale ha tre collaboratori fissi non retribuiti: il sottoscritto, fondatore e proprietario della web tv, che svolge anche i ruoli di cameraman, post-produttore, organizzatore del palinsesto e tecnico per la messa in onda dei servizi. Stefania Pellegrini, caporedattrice e giornalista de Il Giorno, che cura i servizi di informazione, politica, attualità ed approfondimento. Essendo Stefania prossima all’avvocatura, ha anche una sua rubrica sulla Giustizia. Mio figlio Daniele Esposti, tecnico programmatore, che supporta l’aspetto informatico e grafico del sito. Occasionalmente collabora anche la giornalista Valentina Colmi, oltre ad alcuni amici i quali inviano video o danno il proprio contributo con interviste o semplici segnalazioni. Tutti collaborano a livello di volontariato. La nostra redazione è aperta ad ogni contributo.
 
S.P. – Siamo io, caporedattrice de La Città delle Idee, giornalista de Il Giorno e giurista; Pierino Esposti, ideatore e proprietario della web tv, pensionato, e Daniele Esposti, figlio di Pierino, nostro prezioso supporto informatico. In maniera saltuaria abbiamo contributi da parte di altri amici e/o utenti.
 
Cosa ne pensate delle tv connesse ad internet? Potranno supportare la veicolazione dei vostri contenuti e diventare valide alternative alle piattaforme del DTT o del satellite?
 
P.E. e S.P. – Siamo associati alla FEMI proprio perché crediamo che fare squadra sia indispensabile, pur mantenendo la nostra identità. Internet dimostra di essere uno strumento democraticamente valido, soprattutto perché le web tv nascono dalla gente semplice che ha qualcosa di interessante da raccontare. Tramite FEMI ed ALTRATV ci sono già occasioni per veicolare i propri contenuti. Le web tv rappresentano una buona alternativa che si aggiunge, non in conflitto, alle altre piattaforme oggi esistenti.
 
La raccolta pubblicitaria sul web sta crescendo negli ultimi anni? Come si sostiene La Città delle Idee?
 
P.E. – Riteniamo sia in crescita. La nascita di web tv, indispensabile costola dei canali televisivi nazionali, è significativa. Abbiamo tentato la raccolta pubblicitaria a livello locale per attenuare i costi di gestione, ma è risultata per lo più infruttuosa. La nostra web tv è sostenuta finanziariamente dal sottoscritto (per altro pensionato – sic!). Qualche contributo economico modesto proviene dalla realizzazione di DVD di servizi andati in onda e venduti a qualche spettatore.
 
S.P. – La pubblicità credo funzioni come mezzo di sostentamento solo nelle grandi realtà. Noi siamo invece una realtà molto piccola, ed è molto difficile avere pubblicità. Per ora, i costi di gestione vengono integralmente sostenuti da Pierino.
 
Quanto al recente regolamento approvato dall’Agcom, pensate che possa essere utile per fare ordine nel settore delle produzioni web, siano esse radio o tv? Chi sorpassa i 100mila euro di fatturato può effettivamente divenire competitivo nei confronti dei contenuti diffusi con i mezzi tradizionali?
 
P.E. – In una società sana le regole sono indispensabili. Importante è che però siano di buon senso e finalizzate a migliorare. Per qualche tempo abbiamo temuto che le ipotesi di regolamentazione dell’Agcom - costi irraggiungibili e burocrazia elefantiaca - ci avrebbero costretto a chiudere la nostra esperienza di web tv (come del resto sarebbe successo a molte altre). La ragione e la misura hanno avuto il sopravvento. Lo spartiacque dei 100mila euro di fatturato è ragionevole. Ci permette di esistere e di fare informazione dal basso. Certamente una web tv che supera questo limite dimostra di avere una struttura aziendale significativa e quindi di possedere gli strumenti per divenire competitiva nei confronti dei contenuti diffusi con i mezzi tradizionali. Per tutte, web tv e canali tradizionali, deve valere la regola del rispetto verso le Idee e le Persone (entrambe volontariamente scritte con la maiuscola, a significarne l’importanza). Solo proponendosi in tal senso si è veramente competitivi al di là delle mode passeggere.
 
S.P. – Penso che le web tv/internet, nate come fenomeno libero e incontrollato, abbiano un po’ pestato i piedi alle grandi aziende di informazione, soprattutto per il loro successo, dato dalla libera accessibilità, dalla gratuità dell’informazione e dalla semplicità nel reperimento di informazioni. Ecco, quindi, che compaiono i limiti-regole imposti dall’alto. In Usa, nel 2004, è nato il fenomeno Facebook nella stanzetta di un 19enne universitario, che nel giro di poco ha portato un business inaspettato ed incredibile, arrivando a più di 500mila utenti in tutto il mondo. Se l’idea fosse nata in Italia, credo che si sarebbe fermata allo stadio iniziale. Troppi ostacoli e poco credito alle iniziative senza garanzie, nate da ingegno, passione e quattro soldi. Quello che voglio dire è che prima delle regole è la mentalità quella cosa che deve cambiare. Almeno in Italia.
 
(a cura di M.M. e D.A. per NL)
01/02/2011 13:15
 
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