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Web, giurisdizione di legittimità: diffamazione a mezzo internet, responsabile anche gestore

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05/01/2017 14:59
 
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Nessun sequestro civile preventivo di giornali online nel caso di pubblicazioni sospette di diffamazione; non è neppure ammissibile l’ordine di cancellazione o di oscuramento di una o più pagine di stampa di testate telematiche, tramite il ricorso all’azione inibitoria ex art. 700 c.p.c.
I diritti derivanti dalla libertà di stampa sancita dalla Costituzione, valgono anche per i periodici online che, dunque, non posso essere sequestrati in caso di notizie diffamatorie, al pari dei loro equivalenti cartacei.
Con una decisione che ha destato stupore, la Cassazione ha definitivamente respinto la richiesta dell'INPGI di avere da RTI (Reti Televisive Italiane S.p.A., società del Gruppo Mediaset) contributi per circa 1 mln e mezzo di euro, come emergeva da un'ispezione in azienda per 7 giornalisti per il periodo maggio 1999-febbraio 2005, tra i quali Alessandro Piccinini, noto conduttore di "Controcampo" dal 1998 a 2012 su Italia 1.
Come noto, ai sensi del c. 1 dell’art. 1 della L. 62/2001, per “prodotto editoriale” si intende “il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici”.
Confermate tutte le indiscrezioni pubblicate da questo periodico nelle scorse settimane: verso la stabilizzazione delle assegnazioni LCN nazionali. Possibili variazioni in diminuzione delle attribuzioni locali.