Alé, ci risiamo: torna ad aleggiare lo spettro del decoder unico. Ne abbiamo parlato vastamente su queste pagine negli scorsi anni, dando a riguardo addosso senza particolare pietà al saccente ex ministro alle Comunicazioni Paolo Romani.
Raccolta Editoriali
La crisi non è come i venditori di pubblicità. Infatti, non fa sconti a nessuno. Così, dopo aver provato in tutti i modi a minimizzare, anche Mediaset è stata costretta a confessare i pessimi risultati della raccolta pubblicitaria del 2012.
I tempi son proprio cambiati… La politica è diventata spettacolo e dalle uggiose tribune dei governanti o aspiranti tali siamo passati ai varietà che fanno impennare l’audience.
La conclusione del nuovo switch-off televisivo ha portato alla chiusura di decine di emittenti locali, non raramente dalla ultratrentennale attività.
Ci lasciamo alle spalle un anno difficile e greve. Probabilmente il più duro dall’inizio della crisi.
I Maya hanno errato la previsione: il 21/12/2012 è passato e noi siamo ancora qua, più o meno sani e non tanto salvi (almeno sul piano economico-finanziario).
Finalmente sono state pubblicate le attese graduatorie per la riassegnazione delle frequenze alle tv locali transitate al DTT prima del 2011.
Non sarà probabilmente (mai dare nulla per certo) il 21 dicembre 2012 l’ultimo giorno di ingombrante e mal tollerata occupazione del pianeta Terra da parte della mediocre razza umana.
Ore di trepidazione per gli operatori di rete tv locali delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Lazio (esclusa provincia di Viterbo) e Campania.
Nel 2015, cioè due anni prima della fine della crisi economica mondiale secondo la profezia Merkel, la banda larga mobile fagociterà altri 10 canali televisivi terrestri.












