Nella settimana appena trascorsa le notizie più cliccate su questa testata sono state quelle relative alla decisione di Telecom Italia di cedere l’emittente tv La 7, fino a poco tempo fa considerata un inalienabile giocattolo-gioiello di famiglia.
Raccolta Editoriali
E’ stata accolta con un tripudio di consensi l’iniziativa del governo Monti di offrire l’opportunità ai cittadini di segnalare gli sprechi nella P.A.
“Oggigiorno tutto è una lusinga, dura minga, dura no. Vive solo chi non se la prende e cantare sempre può”. Così gli attori Franco Volpi ed Ernesto Calindri in un antico spot della Chinamartini a Carosello.
Il TAR Lazio ha riabilitato il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 23 gennaio 2012 avente ad oggetto l'attribuzione delle misure (economiche) compensative per il rilascio della banda compresa tra i canali 61 e 69 UHF a vantaggio degli operatori telefonici per lo sviluppo della banda larga mobile.
Le emittenti locali ci ritentano, chiedendo che in occasione della trasformazione della procedura di assegnazione del dividendo DTT da beauty contest ad asta competitiva venga ripristinata la riserva di legge di 1/3 delle frequenze complessive a loro favore.
Inizialmente la chiamavano “la tv che non c’e'” o “la tv sulla carta”. Ora però per Europa 7 forse la definizione più consona sarebbe “la tv sulla carta… bollata”.
Il provvedimento del 23/01/2012 del MSE regolante l’attribuzione delle misure compensative finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze nella banda 790-862 MHz (canali 61-69 UHF) è stato sospeso dal TAR Lazio.
Al centro della disputa sulle frequenze DTT c’è ancora il controverso tema dell’assegnazione del dividendo interno.
Le scontate richieste di proroga degli switch-off del Sud Italia avanzate dalle emittenti locali e dai soggetti che ne hanno preso (invero un po' tardivamente) le difese, pare saranno disattese.
Ma allora questo beauty contest si farà oppure no? Sembra inconcepibile, ma nonostante l’evidenza del martirio per le scasse casse pubbliche di un’eventuale gara non competitiva (= assegnazione gratuita di 6 mux DTT nazionali), il Governo Monti non ha ancora sciolto la riserva annunciata ormai tempo fa.












