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Storia della radiotelevisione italiana
Il 3 novembre 1945, con un trasmettitore di 1 kw sulla frequenza di 1380 MHz in onde medie (ed in seguito anche su onde corte con un trasmettitore di 5 kw), su proposta del Cln giuliano e per iniziativa del Ministero degli Esteri entrò in funzione Radio Venezia Giulia, una stazione ufficialmente clandestina contrastata sia dagli alleati angloamericani che dalla Jugoslavia ma segretamente ed indirettamente sostenuta dal Governo italiano.
 
Poco dopo le 8 del 16 marzo 1978 Renzo Rossellini (figlio del regista Roberto), conduttore e fondatore di Radio Città Futura (radio libera vicina all’Autonomia), lanciò dall'emittente un annuncio: "Forse rapiscono Aldo Moro".
 
Nonostante i divieti monopolistici, nel 1973 la televisione privata in Italia ha ormai consolidato la sua presenza innovativa attraverso un congruo numero di emittenti sparse nella penisola.
 
Nell'aprile 1973 Ivio Barlettani (foto, corrispondente del quotidiano Il Telegrafo di Livorno e direttore del giornale Costa Etrusca di Piombino) e l’ingegner Ferrante Rossi (titolare del laboratorio di elettronica Intel) diedero il via alle trasmissioni ufficiali della televisione via cavo Costa Etrusca Tv, denominata poi Telepiombino.
 
Nel maggio 1975, un anno prima che la fosse sancita la fine del monopolio e fossero liberalizzate le trasmissioni private in ambito locale, tre giovani radioamatori: Vito Zivoli, Paolo Tricase e Giuseppe "Pino" Verdesca, fondarono Tele Conversano, una piccola tv locale (ai più sconosciuta) trasmittente da via Gennari 4 che l'anno successivo si sarebbe ridenominata Telenorba.
 
Il 5 dicembre 1971 (in via sperimentale, con prove tecniche di trasmissione già dall'ottobre), Babelis TV di Rimini inizia la sua programmazione a circuito chiuso, mettendo in onda nel bar Achille la partita di calcio di serie C tra Rimini e Spal.
 
Sono on-line due documentari prodotti dal regista veneto Lorenzo Pezzano sulla storia dell’emittenza televisiva privata.
 
Sulla rivista specializzata Millecanali Tv del dicembre 1974 veniva effettuato un primo censimento delle tv via cavo (denominate catv). In quell'occasione si sottolineava che i teleutenti erano 40.000 e che esistevano tre associazioni di categoria che riunivano e rappresentavano le stazioni.
 
Agli inizi degli anni '70, in Italia, oltre ai due canali RAI si diffusero progressivamente i programmi di alcune televisioni straniere.
 
Mentre, dal 1975, sulle radio private voci notturne sussurranti cominciavano a solleticare le fantasie erotiche degli italiani (su tutte, Radio Luna con Cicciolina, alias Ilona Staller), sulle tv locali spogliarelli più o meno casalinghi integravano ad esse lo stimolo visivo.