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Libri. Personal branding per il manager. 66 modi per diventare una persona influente, indispensabile e incredibilmente contenta del proprio lavoro
 
Quanti manager sanno di essere un brand per loro stessi, per la loro azienda, per i collaboratori, e i clienti? Il Personal Branding non è una moda del momento e nel testo viene riletto in chiave e in ottica moderna.
Un manuale di istruzioni disegnato appositamente per manager e imprenditori per comprendere e sfruttare il potere della loro immagine personale, sia in ottica di carriera sia per favorire il successo della loro attività e della loro azienda. Il testo scritto a quattro mani da William Arruda e Deb Dib (tradotto e curato nell’edizione italiana da Luigi Centenaro), risponde in modo pratico e schematico alla principale esigenza del management: ottenere il massimo dei risultati con poco tempo a disposizione. Questo grazie a una struttura suddivisa in paragrafi molto snelli, adatti anche a una rapida lettura nei ritagli di tempo. Gli autori affrontano nelle pagine anche le ormai inevitabili strategie per sviluppare una reputazione online e per cogliere appieno tutte le opportunità offerte dai Social Network quali LinkedIn, Twitter, Facebook e YouTube, con l'accortezza di inserire in maniera naturale nuove abitudini nella vita professionale: il tutto spiegando come servirsene nella maniera corretta, dedicando meno di dieci minuti al giorno alla nostra carriera e al nostro brand. Con questo volume Arruda e Dib sfatano falsi miti e vecchie convinzioni, e ci regalano tutta la loro esperienza di formatori, rigeneratori di carriere e creatori di grandi successi professionali. Il testo, edito da Hoepli (www.hoepli.it) è disponibile alla vendita al costo di € 24,90. (V.R. per NL).
 
12/03/2015 12:07
 
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Scritto da Francesco Saverio Del Buono, avvocato del Foro di Bari e presidente dell’associazione Unione tutela degli inquilini, il manuale intende costituire un pratico sostegno per i professionisti del settore delle locazioni ad uso abitativo: avvocati, commercialisti o agenti immobiliari, fornendo loro un immediato quadro normativo in materia di locazione.
Definito dal New York Times “un incontro straordinario”, scritto a quattro mani dalla scrittrice indiana Arundhati Roy e dal noto attore John Cusack (attore nelle note pellicole “Serendipity” e “1408”, per citarne alcune), il testo in titolo è il frutto di un’idea particolare.
Opera diretta da Ferruccio Auletta, con i contributi di Raffaele Cantone, Francesco Capalbo, Giuseppe Guizzi, Alberto Massera, Federico Riganti, Alberto Rigoni, Elisa Scaroina, Margherita Smarra e Giovanni Strampelli; esperti di scienze economiche, aziendali e contabili (oltre che giuristi) di diversa estrazione disciplinare (e istituzionale).
Scritto a sei mani da Alberto Gambino, noto giurista italiano, Mirzia Bianca e Raffaella Messinetti, entrambe professori di Diritto Privato presso l’Università “La Sapienza” di Roma, questo testo affronta il delicato tema del bilanciamento della libertà di manifestazione del pensiero con i principali diritti fondamentali, tema ancor più pregnante con l’arrivo della tecnica e dei social networks che apre al giurista nuovi scenari e vari interrogativi.
Sempre più diffuso, il fenomeno collettivo delle trasmissioni televisive che vanno a scandagliare tragiche vicende di cronaca crea un divario sempre più evidente tra l'accertamento dei fatti all'interno del processo e quello effettuato nella rappresentazione mediatica, dove i dati scientifici sono filtrati dalla lente deformata dei mass media e presentati come prove indubitabili, creando nelle menti degli spettatori l'emozionante illusione di poter basare su dati certi la responsabilità degli imputati.