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Radio: compensazioni contributi con canoni di concessione. Il MSE-Comunicazioni applica l’art. 2560, c. 2, cod. civ. sulla base di un parere dell’Avvocatura Generale dello Stato

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19/10/2011 14:20
 
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L’art. 34 del Codice delle Comunicazioni elettroniche (Dlgs. 259/2003 e s.m.i) prevede il pagamento dei diritti amministrativi da parte degli operatori di rete televisiva entro il 31/01 di ogni anno secondo le modalità riportate nella circolare ministeriale esplicativa del 22/12/2015.
Come noto, l’art. 1 del D.M. 23/10/2000 prevede che i soggetti titolari di concessioni, e comunque i soggetti che eserciscono legittimamente l’attività di radiodiffusione sonora pubblica e privata, in ambito nazionale e locale, sono tenuti ogni anno al pagamento del canone nella misura e nei limiti previsti dal comma 9, dell’art. 27 della legge 488/1999, tenuto conto dell’adeguamento dei tetti massimi stabilito dalle delibere n. 170/03/CONS e 613/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Al fine di rispondere alle richieste di chiarimenti pervenute e soprattutto consentire un’applicazione uniforme delle norme indicate in oggetto, in tema di pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi per i collegamenti in ponte radio, di cui agli articoli 34 e 35 del Codice delle comunicazioni elettroniche, la D.G.S.C.E.R.P. del Ministero dello Sviluppo ha fornito le seguenti precisazioni sull’ambito di applicazione delle nuove disposizioni ed istruzioni agli operatori circa le modalità di calcolo e di versamento di quanto dovuto.
Una battaglia che la struttura alla quale è collegato questo periodico sta conducendo da anni e che, attraverso la recentissima sentenza 12/07/2014 resa dal Tribunale di Roma, ha restituito un primo risultato che all’evidenza rappresenta un importante punto di riequilibrio tra il potere della Pubblica Amministrazione (o meglio, tra il principio di legalità al quale dovrebbe uniformarsi) ed i diritti degli “amministrati”.