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Tv locali, Veneto: annunciata cassa integrazione per Telearena. Decisione contestata da assemblea giornalisti emittente scaligera
Annunciata la cassa integrazione per Telearena. L’ipotesi di un avvio di cassa integrazione per i dipendenti di Telearena di Verona, è stata contestata dall’assemblea dei giornalisti dell’emittente scaligera.
In una nota i professionisti in accordo con il Cdr definiscono «grave e inaccettabile la volontà dell’azienda di avviare le procedure di cassa integrazione per tutti i dipendenti, giornalisti, tecnici e impiegati». «Non è tollerabile - prosegue il documento - l’urgenza di un provvedimento di tale portata senza prima avere tentato altre strade per il miglioramento della situazione». I giornalisti inoltre valutano come «irricevibile una simile decisione senza che l’azienda dichiari quanto intende investire nelle televisioni del Gruppo Athesis». Alla luce dalla presa di posizione dei giornalisti di Telearena, i vertici aziendali hanno questa sera convocato una riunione con il Cdr per lunedì prossimo. Una decisione accolta positivamente dalla rappresentanza sindacale dell’emittente che vede la possibilità di aprire un dialogo diretto con l’azienda. Nel frattempo il Comitato di Redazione del quotidiano L'Arena, appreso dai colleghi di Telearena dell'annunciata cassa integrazione guadagni in deroga, esprime solidarietà ai colleghi giornalisti e preoccupazione per la situazione generale del Gruppo Athesis. Una preoccupazione peraltro più volte evidenziata durante i recenti incontri sindacali con azienda e direttore. Vicinanza a Telearena anche dal segretario del sindacato giornalisti del Veneto Massimo Zennaro, che ha riferito di seguire con attenzione il caso ed ha espresso la propria solidarietà ai giornalisti. (E.G. per NL)
08/03/2013 11:19
 

LCN. Arriva il colpo di grazia alle tv locali

Infierire su un cadavere non è mai bello ma c'è chi semra provarci gusto. Dopo aver "dovuto" assegnare le frequenze a molte tv private locali (per giustificare un'eguale generosità nei confronti delle tv nazionali) prosegue la crociata per rendere impossibile agli editori locali far conoscere e seguire la propria TV. Di fatto sarà stravolta l'LCN, ma (probabilmente) solo per le tv locali che oggi si trovano oltre la posizione 70. Cominciamo col dire che la quantità massima di canali TV locali (decisa a tavolino) resta di 10 emittenti. Questo vuol dire (mediamente) 9 editori (nelle prime 10 posizioni ci sono quasi sempre almeno due canali tv dello stesso editore) e tra questi un paio con gravi problemi di copertura. L'identikit di queste fortunate emittenti locali è studiato nei minimi dettagli: una forte impronta informativa locale favorita da incentivi pubblici, bar sport per i poveracci che non possono permettersi la tv a pagamento, musica ballando e danzando per gente più o meno in pensione, un buon nomero di televendite-lotto-cartomanzia (non troppe però che altrimenti non sembrerebbe giustificata la loro presenza nella top ten). Riassumendo, queste emittenti trasmettono esclusivamente programmi che alle tv nazionali non conviene trasmettere, vuoi per il carattere locale, vuoi per lo scarso interesse (che si evince dalla necessità di finanziamento pubblico per incoraggiare queste emittenti a produrre un certo tipo di programma). La copertura delle emittenti suddette è inversamente proporzionale alla propria copertura (quelle più scarse hanno frequenze regionali linde e pulite, chi tenta di fare un palinsesto con un minimo di interesse è stato messo su frequenze impossibili da utilizzare). Retecapri, l'unica TV locale nazionale non vuol proprio fallire, e nonostante la scarsa qualità dei suoi programmi, dà talmente fastidio che la sposteranno su qualche numero vicino al 90, come le altre emittenti pluriregionali che più si avvicinano alla programmazione generalista dei grandi editori. Fa sorridere pensare che il ricorso contro l'attuale LCN era stato fatto da tv che ora saranno spostate dall'arco 70-80 a posizioni oltre il 100... Le false tv nazionali, quelle costrette a pagare per farsi ospitare dai propri concorrenti, occuperanno canali fino allo sfinimento del più perseverante spettatore scorri-canali. Possibile che in 100 canali non si trovi nulla di interessante da guardare? No, non credo: nessuno arriverà a fare zapping fino alle TV locali. L'unica speranza è e sarà far conoscere il proprio numero LCN, piano piano, con pazienza, salvo poi vederselo cambiare d'ufficio quando finalmente qualcuno cominciava a ricordarselo. Come nei gironi danteschi, 7 Tv generaliste nazionali, 2 alternative, 10 locali che la maggior parte degli utenti salta a piè pari, 20 ulteriori canali generalisti dei soliti editori, 60 canali tematici capitanati sempre dalle emittenti dei più forti e poi, forse, qualche alta emittente locale dispersa un po' qua un po' là.
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Bruno

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