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Digitale terrestre, LCN: Agcom chiude la partita
Agcom si appresta a pubblicare il regolamento sugli LCN. E, se fossero confermate le voci che in queste ore si stanno rincorrendo, le tv locali ne uscirebbero, ancora una volta, stroncate.
Già, perché Agcom, secondo le indiscrezioni raccolte da questo periodico, alla luce del sondaggio effettuato tra gli utenti dopo aver cassato la discutibile proposta di regolamentazione avanzata dall'associazione DGTVi, avrebbe deciso che il segmento costituito della numerazione automatica dei canali da 1 a 9 spetta ai fornitori di contenuti nazionali. Una presintonizzazione frutto di decenni di attività ai massimi livelli editoriali, quella delle locali di spicco, che verrebbe polverizzata con un soffio. Ricordiamo, infatti, che quasi ovunque i numeri 9 e 10 dei telecomandi analogici sono presidio delle tv locali più seguite, che in alcune regioni sono frequentemente allocate anche sul n. 8, arrivando in qualche caso ad essere assegnatarie pure del 7. Un avviamento azzerato a tutto vantaggio di nuovi prodotti nazionali che si affaccerebbero sul mercato in una posizione di innegabile vantaggio rispetto ai competitori locali, quand'anche con contenuti di pari o superiore appeal. "Se dovessero dimostrarsi fondate le notizie secondo le quali l'Agcom non avrebbe recepito l'appello lanciato dalle Regioni per assicurare alle emittenti televisive locali la possibilita' di collocare le stesse entro le prime 9 posizioni del telecomando, sarebbe un fatto assai grave, oltreche' inspiegabile", ha immediatamente affermato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che negli ultimi mesi si è particolarmente speso nella difesa nelle televisioni locali. "Sarebbe grave perche' lascerebbe intuire che l'Agcom non ha inteso tenere nella minima considerazione l'appello lanciato dalla maggior parte delle Regioni italiane, che chiedevano semplicemente che l'Autorita' riconoscesse e non mortificasse il ruolo recitato dalle emittenti televisive locali, nel rispetto di quel bene straordinario che e' il pluralismo dell'informazione e, in secondo luogo ma non questo meno importante, rischierebbe di assestare un duro colpo a numerosissime imprese editoriali", ha sottolineato Cappellacci. "Oltreche' grave sarebbe poi inspiegabile perche' ero convinto che le Regioni italiane avrebbero trovato nell'Agcom il piu' valido alleato nella strenua difesa del diritto dei telespettatori di scegliere liberamente quali canali televisivi seguire e a quali numeri del telecomando assegnare le diverse reti", ha chiosato il presidente della Regione Sardegna. "Cio' vale ancor di piu' per una regione come la Sardegna in cui le emittenti locali danno visibilita' alla cultura, all'identita', alle tradizioni come la nostra", ha concluso Cappellacci. Ma la sensazione è che, come è accaduto per il deleterio Piano nazionale di assegnazione delle frequenze digitali, i giochi siano ormai chiusi. Del resto noi l'avevamo scritto più di un anno fa: la regolamentazione LCN avrebbe dovuto passare da una democratica soluzione a tre cifre (modello Sky), altrimenti sarebbe stata la morte delle tv locali. E così, purtroppo, pare proprio che sarà. (M.L. per NL)
11/07/2010 10:49
 

LCN - Soluzione all'italiana

Il rapporto tra l'italiano medio e la TV sembra sempre più improntato all'obbiettivo di non far usare il cervello al telespettatore.
Troppo difficile scegliere e ordinare i canali che piacciono: meglio ci sia qualcuno a dirci quali sono i programmi migliori, che poi magari sbagliamo e mettiamo la svizzera o Cielo sul programma 1.
Ok, se LCN deve essere, che LCN sia.
Se il presupposto è che  l'utente medio poi non andrà oltre il canale 20/30 alle locali è andata anche bene: 1/3 dei programmi.
Male malissimo potrebbe andare ai nuovi imprenditori nazionali, quelli che andranno dopo le locali.
Mi immagino il suddetto utente medio italiano scanalare dall'1 al 9, una manciata di TV nazionali che offrono di tutto e di più (non come ora dove 7 e 8 sono perlopiù tematici musicali o private), e se proprio il nostro utente è incontentabile, probabilmente comincerà a selezionare direttamente i canali tematici, anche perchè dal 10 in poi ci sono le locali, ma non quelle della provincia, quelle regionali, quelle che si copiano i palinsesti, e arrivati al programma 15/16 è facile beccarsi qualche telepromozione.
Il danno maggiore di questa numerazione sarà quindi fatto dall'assegnare i primi 6 canali a due soli editori nazionali, magari dando il tasto 7 e 8 a telecom e il 9 a retecapri. I nuovi entrati, attraverso il contest o affittando banda ad altri, se va bene saranno posizionati nel limbo oltre le locali, magari dopo altri 10/15 canali nazionali dei soliti editori, ma se si decidesse di dedicare numeri a due cifre alle migliori tv tematiche allora salterebbero oltre la 100 posizione, mischiati a canali test e televendite a ciclo continuo.
Aspettiamo e vediamo quanti editori potranno avvantaggiarsi delle posizioni da 1 a 9. 

Bruno

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